La Cina costruirà nei prossimi anni, da sola, più reattori nucleari che il resto del mondo. E’ la scelta di un Paese che pretende da sé ritmi di crescita accelerati, da “chi si ferma è perduto”. Gli obiettivi sono, come prevedibile, ambiziosissimi: a fine 2010 nella Repubblica Popolare solo 10,8 gigawatt provenivano dall’atomo e si conta di arrivare a 50 per il 2015. A Pechino, chissà se a ragione, considerano Fukushima una lezione, non un incubo irrimediabile. Al netto del terrore e dei comportamenti irrazionali dopo la tragedia in Giappone - come l’accaparramento di sale durato pochi ma caotici giorni - le autorità cinesi hanno imposto ai reattori sia operativi sia in costruzione controlli eccezionali per 4 mesi. Le aziende americane, intanto, sono pronte ad approfittare del bisogno di know-how esportando sistemi di sicurezza e tecnologia che la Cina non ha né avrà a breve.
REATTORE NUOVO E’ su questo Paese che atterra il Bill Gates filantropico dell’epoca post-Microsoft. Sun Qin, general manager della Cnnc (la China National Nuclear Corporation, l’azienda di Stato competente per l’atomo), ha rivelato che Gates tratta per sviluppare congiuntamente un nuovo tipo di reattore. “Sta lavorando con noi”, ha scandito Sun. E oggi, nella capitale cinese, Gates ha confermato. L'americano, molto ammirato a Pechino, si muove da presidente di TerraPower, società attiva nel campo delle nuove energie, che propone un impianto cosiddetto Twr. Finora mai realizzato, produrrebbe meno scorie e potrebbe funzionare per anni senza aggiunta di combustibile.
Riferimenti:
http://leviedellasia.corriere.it/2011/12/bill_gates_e_il_nucleare_cines.html
http://punto-informatico.it/3150953/PI/News/bill-gates-non-sottovalutate-nucleare.aspx
07/12/2011
La Cina non rinuncia al nucleare. E Bill Gates collabora
Pubblicato da
Giovanni Siani
alle
18:50
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