Sono in molti nei partiti ad invocare nuove elezioni. Ma siamo sicuri che una nuova coalizione sarebbe in grado di fare quelle riforme che il popolo si aspetta per sentirsi aiutato economicamente e psicologicamente?
I tempi sono bui per l'Italia e occorrono riforme che aiutino soprattutto le classi meno abbienti.
Occorre soprattutto togliere una fetta sostanziosa di ricchezza alle classi abbienti e darla ai poveri, con una patrimoniale, per es.
Poi serve privatizzare e liberalizzare.
Ma per fare tutto questo non è necessario spendere 400 milioni, vedi qui, per le elezioni politiche.
I vari partiti non devono aver paura di perdere elettori con riforme coraggiose. E perchè essi non siano spaventati da un perdita di elettori occorre una grossa coalizione, come in Germania.
Cioè un governo composto da tutti o quasi tutti i partiti insieme.
Questo per tamponare solo momentaneamente la drammatica situazione dei più bisognosi.
Però neanche questa può essere la migliore soluzione definitiva. Ci vuole il comunismo vero.
Intendiamoci, il capitalismo è stato necessario per passare dal feudalesimo ad una fase più avanzata di sviluppo delle forze produttive. Infatti il capitalista per la sua esigenza di battere la concorrenza ha dovuto sviluppare l'automazione e aumentare la produttività del lavoro. Col capitalismo è stata possibile la centralizzazione del capitale in poche mani, cosa necessaria per permettere l'avvio e la continuità della produzione. Ma dopo la fase dello sviluppo delle forze produttive il capitalismo si è dimostrato incapace di permettere il benessere dei popoli. Ad un certo punto il mercato non è stato capace di assorbire la produzione di merce e sono arrivate le crisi di sovrapproduzione.
A questo punto è bene precisare che la gente ha avuto sempre bisogno di beni ma sempre più spesso non aveva il denaro per acquistarli. E a questo punto i capitalisti e i loro economisti servitori hanno detto candidamente che mancava la domanda.
Oggi il capitalismo nei paesi sviluppati ha esaurito il suo compito di sviluppare le forze produttive ed è invece diventato un freno al benessere dei popoli. Infatti le fabbriche non si aprono o vengono chiuse perchè la gente è così povera che non può più acquistare la merce sul mercato. E questa situazione porta ad una ulteriore povertà con la disoccupazione. La disoccupazione a sua volta fa abbassare il costo del lavoro perchè il lavoratore, pur di lavorare accetta paghe più basse.
Così il capitalismo porta la povertà e spinge alla guerra per smaltire le sue merci.
Per questo è indispensabile e improcrastinabile la presa di coscienza della gente che è necessario instaurare un nuovo sistema economico.
A questo punto apro una parentesi.
Si dice che il comunismo ha fallito. Ma il comunismo può esserci solo dopo che il capitalismo ha svolto il suo compito di sviluppare le forze produttive. In Russia invece, ai tempi della rivoluzione i mezzi di produzione non erano affatto sviluppati. In Russia e in altri paesi sottosviluppati c'è stato il collettivismo, che non è comunismo. Quando non ci sono sufficienti mezzi di produzione è chiaro che l'uomo è spinto contro l'uomo per sopravvivere e prevale l'egoismo. Il comunismo vero invece ha bisogno di cooperazione e di pace. Per questo alla base della produzione non ci deve essere più la centralizzazione del capitale in poche mani, ma le fabbriche devono appartenere a tutta la gente e la produzione deve essere sotto il controllo dell'intero popolo. In questo modo le fabbriche potranno restare aperte finchè ci sarà bisogno di beni e tutti otterranno i beni a loro necessari. Poi certamente la scala della produzione si ingrandirà perchè oggi abbiamo macchine molto potenti che possono effettuare il ricambio con la natura e la gente potrà avere anche più dello strettamente necessario.
martedì 25 ottobre 2011
Costo elezioni: 400 milioni. Meglio un governo di larghe intese
Pubblicato da
Giovanni S
alle
15:36
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Categorie:
classe operaia,
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