Bene il si agli OGM da UE e dal Consiglio di Stato. No referendum.

I quotidiani di questi giorni riferivano il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla coltivazione in Italia di mais geneticamente modificato già approvato nell’Unione Europea. Ne parlava ieri Dario Bressanini nel suo post Via libera al mais OGM. E il “Corriere della Sera” racconta la reazione del ministro Luca Zaia, pronto a intervenire nuovamente per bloccare le coltivazioni transgeniche. Come i suoi predecessori Alfonso Pecoraro Scanio e Gianni Alemanno, Zaia è contrario alla coltivazione di OGM nel nostro paese. Una formazione trasversale singolare, che abbraccia destra e sinistra senza soluzione di continuità.

Tutti, chi più chi meno, si attribuiscono il merito di tutelare i nostri prodotti tipici, che scomparirebbero davanti all’invasione degli ultracorpi. Nessuno però ha l’onestà di ammettere che molti nostri prodotti tipici, quelli che loro dicono di difendere, sarebbero già morti e sepolti senza la soia transgenica che in Italia non possiamo coltivare. Lo racconta sempre Dario Bressanini, nel suo libro "OGM tra leggende e realtà". La soia geneticamente modificata d’importazione è un ingrediente essenziale del pasto di bovini e suini. In altre parole, senza soia OGM addio a Parmigiano Reggiano, prosciutto San Daniele e altri prodotti tipici di cui si vantano ministri, ex ministri e difensori d’ufficio dell’italianità.

In linea di principio, non sarebbe una cattiva idea, un referendum, se si permettesse ai cittadini di essere informati sull’argomento. Ma ciò non avviene. Il referendum è davvero un pronunciamento popolare. Ma è anche un istituto che si è svuotato di significato, negli ultimi anni. E, soprattutto, sarebbe svuotato di significato in una fattispecie come questa.

Come hanno già ampiamente dimostrato il referendum sulla Legge 40 sulla fecondazione assistita e il dibattito sul testamento biologico, un paese in cui il sistema dell’informazione non è in grado di dare informazioni, ma offre in pasto opinioni deformando sistematicamente i fatti in funzione della tesi che si vuole sostenere, non è in grado di dare ai cittadini gli strumenti per decidere lucidamente su una materia che ha importanti basi scientifiche e può avere rilevanti conseguenze sull’economia del paese. Deformare i fatti per avvalorare la propria posizione è disdicevole già quando lo fa la politica. Ma se lo fa – come regolarmente accade su ogni argomento – il mondo dell’informazione, dalla tv alla stampa, allora personalmente ritengo che un sistema democratico rischi di diventare una definizione priva di contenuto, una forma senza sostanza, una scatola vuota.

Ma la scelta di adottare gli OGM sarebbe quanto mai opportuna.

Un rapporto preparato dalle Accademie delle Scienze di sei paesi (UK, USA, Brasile, Cina, India e Messico) e dall’Accademia delle Scienze del Terzo Mondo ricorda quanto segue.
«Si stima che per il 2030 la popolazione mondiale salirà a 8 miliardi. È pertanto essenziale aumentare la produzione e migliorare le tecniche di conservazione e distribuzione del cibo necessario al mantenimento di tutti. A questo scopo, non ci si può permettere di trascurare nessuna delle opportunità offerte dalle scoperte della scienza e, in particolare, non ci si può permettere di continuare ad impedire l’uso delle biotecnologie. Meglio: non ci si può permettere di non incoraggiare quell’uso.
È un fatto che l’ingegneria genetica consente di ottenere vegetali meno deperibili, con apporti nutritivi aumentati nella direzione che più ci aggrada, resistenti all’attacco di agenti esterni non desiderati. È un fatto che quasi un miliardo di uomini, cioè quasi il 20% della popolazione del Terzo Mondo, non ha sufficiente cibo; e la denutrizione è certamente responsabile per una buona metà di quei 12 milioni di bambini che ogni anno muoiono nei paesi sottosviluppati prima del compimento del quinto anno di vita.
In aggiunta alla carenza di cibo, quel che c’è è carente di micronutrienti essenziali, specialmente vitamina A e ferro. Una circostanza, questa, che l’agricoltura tradizionale non è in grado di affrontare, ma per la quale l’ingegneria genetica offre soluzioni di successo già sperimentate. Mezzo milione di bambini l’anno diventano ciechi e decine di milioni l’anno nascono sottopeso da madri che soffrono di anemia perché il riso - quasi unica loro fonte di nutrizione – è, per sua natura, carente sia di vitamina A che di ferro. In Africa, le piantagioni di riso sono devastate da un virus (noto come RYMV) contro il quale i metodi tradizionali hanno registrato solo fallimenti. Ebbene, l’ingegneria genetica è in grado di fornire riso ricco di pro-vitamina A e di ferro, e riso resistente al virus RYM.
Quel che è vero per il riso africano, è vero in generale: l’attuale incremento annuo di produzione agricola non tiene il passo con l’incremento della domanda ed è richiesta una risposta qualificata alle perdite di raccolto (per attacchi di parassiti e funghi, per malattie, per eccessiva salinità dei suoli, siccità, gelate). Quella risposta oggi esiste: si chiama ingegneria genetica.»
Riferimenti:
http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/30/referendum-sugli-ogm-no-grazie/

Politici con doppio incarico? Come fare la spesa in ore di lavoro

Da Repubblica.it apprendiamo che che 9 deputati del PDL e 3 della Lega potranno continuare a dividersi serenamente tra incarico di sindaco o presidente negli enti locali e il mandato parlamentare.
Presidenti di Province e sindaci di città con più di 20 mila abitanti sono ineleggibili se non si dimettono 180 giorni prima del voto, ma la norma non sancisce l'incompatibilità qualora il deputato diventi successivamente sindaco di un grande comune o presidente della Provincia. E i dodici appartengono a questa categoria: eletti negli enti locali dopo l'inizio della legislatura del 2008. Oltre a Molgora e Paroli, hanno ottenuto il via libera della giunta i pidiellini Maria Teresa Armosino, presidente della Provinica di Asti, Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, Edmondo Cirielli, quello della omonima legge sulla prescrizione, presidente della Provincia di Salerno, Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo, Antonello Iannarilli, presidente della Provincia di Frosinone, Giulio Marini, sindaco di Viterbo, Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, Marco Zacchera, sindaco di Verbania. E infine altri due leghisti, Ettore Pirovano, presidente della Provincia di Bergamo e Roberto Simonetti della Provincia di Biella. Sotto la Prima Repubblica i doppi incarichi non esistevano, sebbene la norma fosse la stessa. Lo "strappo" autorizzato al sindaco di Palermo Diego Cammarata nel 2004 ha dato la stura alla moltiplicazione delle poltrone.
Tutto questo è inconcepibile, perchè questi signori percepiscono circa 15.000 euro di paga per fare il loro dovere come parlamentari. E' come se un impiegato della pubblica amministrazione si allontanasse dal lavoro per andare a fare la spesa. Anzi peggio.
Che ne dice l'eroico ministro Brunetta che combatte contro gli impiegati che non restano incollati alla loro scrivania per tutta la durata del loro orario di lavoro?
E che ne dice Berlusconi e i suoi onorevoli avvocati che sostengono che un uomo politico non deve essere "distratto" da convocazioni davanti ai giudici perchè deve svolgere il suo onorevole lavoro in politica?

G8 della Maddalena. Uno spreco gigantesco.

Apprendiamo da Repubblica.it:

LA MADDALENA - C'era una volta l'isola che doveva essere e non è più. C'è ora la Maddalena usa e getta. Prima tirata a lucido in abito da festa e poi, dopo il G8 fantasma traslocato all'Aquila, lasciata sola con il suo sogno infranto e i suoi cocci da raccogliere. Trecentotrenta milioni investiti - presi in larga parte dal bilancio e dai contributi per la Regione Sardegna - e neanche un posto di lavoro. A casa, da tre giorni, anche i 23 guardiani maddalenini che sorvegliavano le belle e incompiute cattedrali sul mare. Dove adesso regnano l'abbandono, l'incuria e il degrado. Di chi è la colpa del flop?

LE GRANDI INCOMPIUTE
Sono le due mega-opere costruite nell'ex Arsenale e nell'ex ospedale militare: una, la grande area dove si sarebbe dovuto svolgere il vertice dei grandi del mondo - andata in gestione per 40 anni a prezzo di saldo alla Mita Resort di Emma Marcegaglia, l'unica che da questa storia ci ha davvero guadagnato e guadagnerà - ; l'altra, l'hotel cinque stelle plus, costato, solo quello, 75 milioni, 742 mila euro a stanza e però nessun imprenditore ne vuole sapere. Uno scenario desolante che Repubblica ha documentato con un video esclusivo e con una serie di immagini. Un viaggio dentro una delle più grosse "incompiute" nella storia delle opere pubbliche (progettata, appaltata, eseguita e consegnata in poco più di un anno). E sulla quale sono aperte due indagini. Cosa ha lasciato in eredità alla Maddalena il G8 mancato? Quanto è costato? Chi ci ha speculato trasformando quello che doveva essere un volano per la stagnante economia dell'isola - già penalizzata da mezzo secolo di monocultura militare - in un affare per pochi? Quale futuro avranno le strutture tirate su in fretta e furia che ora languono nel silenzio generale e nell'imbarazzo di molti?
Continua...
Costo complessivo del G8 della Maddalena: 327 milioni.
Poi , ad un certo punto il governo decide di spostare tutto all'Aquila.

Secondo il governo, la decisione avrebbe consentito di risparmiare oltre 200 milioni di euro che potrebbero cosi' essere destinati alla ricostruzione.

Non si capisce bene in che modo questo spostamento avrebbe potutto consentire un simile risparmio, ma dalle dichiarazioni del Presidente del consiglio emerge in modo piuttosto chiaro la natura strumentale e populista di una decisione che pare invece, oltre che inutile, assolutamente antieconomica e piuttosto pericolosa.

Secondo Berlusconi, quello della Maddalena "sarebbe stato un G8 non consono alla crisi economica che attraversiamo, mentre l'Aquila è una sede più sobria".

Solo che la crisi c'è da tempo, e non si capisce perché solo adesso si pensi improvvisamente alla "sobrietà". I soldi per il G8 alla Maddalena in gran parte sono peraltro già stati spesi. E la sensazione è che non si voglia far vedere agli elettori lo sfarzo ed il lusso del tipo di organizzazione che è stata preparata nell'arco degli ultimi mesi.

Ricordato quanto si sta facendo e quanto già si è speso alla Maddalena, torniamo su quella cifra indicata da Berlusconi: oltre 200 milioni di euro che sarebbero stati deviati dalla Maddalena all'Abruzzo, grazie allo spostamento della sede del G8.

Chi restituirà alle casse dello Stato, e quindi ai cittadini, questi milioni vanamente spesi alla Maddalena?

Ed ancora, è impossibile non chiedersi per quale ragione, prima si consideri necessario spendere centinaia di milioni per l'organizzazione di un G8 alla Maddalena, ed poi si è considerato possibile organizzarlo in piena emergenza in Abruzzo, e praticamente a costo zero.

Sia quel che sia, un altro aspetto sorprendente di questa vicenda è la reazione del Partito democratico e dei sindacati alla decisione del governo. Lungi dall'esprimere dubbi e perplessità di ordine finanziario, il PD e alcuni sindacati son stati d'accordo con la decisione del governo.

Per Angeletti, UIL, "E' un'idea meritevole" perché "si dà il segno di una costante attenzione, anche simbolica, ai problemi del post terremoto".
Simbolica. In Italia viviamo di simbolismi, e manchiamo completamente di concretezza. Quasi mezzo miliardo investito per i lavori alla Maddalena, una cifra di per sé folle, per poi fare tutto a L'Aquila. E' come se un cittadino spendesse buona parte dei suoi risparmi per comprarsi una casa in cui abitare, e poi decidesse di vivere in affitto una volta che quella casa è stata completata. Un privato cittadino, coi suoi soldi, puo' fare quel che gli pare, uno Stato, che soldi propri non ne ha, deve agire con prudenza ed efficienza, evitando gli sprechi. E questo della Maddalena, in una fase di grave crisi economica, è uno spreco ancora piu' incomprensibile.

Assenso, magari cauto, anche da parte di Franceschini: anche per lui si tratta di una scelta "molto simbolica".

Manifestò il suo dissenso sindaco della Maddalena, per il quale "far svolgere il G8 all'Aquila aggiungerebbe un terremoto a un altro terremoto". Il sindaco parlò di "scelta improbabile e illogica" e ricordò, a ragione, le "centinaia di operai che lavorano tutto il giorno per l'appuntamento di luglio", perché "mettere in piedi un G8 non è come allestire una festa di compleanno".

Anche L'Italia dei Valori, anzi ha deciso di presentare una interrogazione parlamentare e una denuncia alla Corte dei Conti per le spese effettuate e lo stato di abbandono delle opere costruite a La Maddalena in occasione del G8 poi spostato in Abruzzo. "Già a suo tempo - ricorda il deputato e coordinatore regionale del partito, Federico Palomba - avevamo denunciato il grave danno dello scippo del G8 alla Maddalena. Alle nostre richieste d'informazioni al riguardo, il Governo aveva risposto che non vi erano i soldi per completare le opere incompiute. Oggi lo stato di abbandono, anche in termini di posto di lavoro, è sotto gli occhi di tutti". Palomba sottolinea che l'Idv "non ha dimenticato i danni che quella sorta d'imbroglio ha provocato alla Sardegna" e annuncia che il partito, attraverso l'ufficio legislativo, sta studiando la possibilità di una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale.

E' questo il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni?

Riferimenti:
http://sostenibile.blogosfere.it/2009/04/il-g8-si-terra-a-laquila.html


Assurdo del libero mercato. Non ti assumo perchè non compri.

La produzione in una società sana deve soddisfare i bisogni dei cittadini. Questo è il suo compito. Il fatto che poi dalla produzione si debba ricavare un profitto è importante solo per gli imprenditori.
Perchè la gente spesso non compra cose importanti per la propria vita? Perchè non ha i soldi. E perchè la gente non ha i soldi? Perchè la aziende non danno lavoro o pagano male il lavoro. E perchè le aziende non danno il lavoro o pagano male il lavoro? Perchè la gente non ha i soldi per comprare o per pagare prezzi alti per la merce. E' un circolo vizioso. Un circolo vizioso dal quale si può uscire solo se le aziende produrranno quando ce ne sarà bisogno per la gente, non quando la gente avrà i soldi per pagare.
E a produrre non c'è solo l'imprenditore ma tutta la gente. Quindi ci deve essere la gente a gestire la produzione di quello che le serve. Ma questo può avvenire solo se i mezzi di produzione saranno di tutta la società e non di singoli privati.
La società può cambiare in questo senso . Le altre riforme sono secondarie o sono fumo negli occhi.
Ciao a tutti.

Tricolore sulla tomba di Craxi. Cose inaudite.

Onori a un condannato in modo definitivo per corruzione, presenti i tre ministri Frattini, Sacconi e Brunetta. Sono curioso di sapere cosa ne pensano tutti quegli operai che lavorano per poche centinaia di euro al mese. Certamente non ci sarà il tricolore sulla loro tomba, anche se probabilmente in molti non lo vorrebbero.

Milano. 50.000 padri separati. Interviene Provincia. Troppo poco.

E' una questione che riguarda tutti, anche se non siamo separati. Certe cose possono succedere in ogni momento, anche quando meno te lo aspetti.
Oggi dal Corriere.it apprendiamo che solo a Milano ci sono più di 50mila nuovi poveri: padri separati. Qualcuno in politica incomincia a porre attenzione a questo grande problema. A Milano si vuol fare in via Calvino, zona Mac Mahon un centro da 160 posti letto, con camere singole e doppie. Con la mensa, un piccolo giardino e una biblioteca.
Il consigliere leghista Matteo Salvini, «strapperà» per il progetto centomila euro dal bilancio del Comune. «Ho già pronto l’emendamento», garantisce. Non sarà un dormitorio, qualcosa bisognerà pagare. Cento-centocinquanta euro al mese. Un affitto sociale per una categoria di nuovi poveri.
La prima spia si era accesa nei dormitori. In Via Saponaro, al Gratosoglio, dormono in media quattrocento ospiti. La colonia dei padri separati ha messo radici qualche anno fa. Con i prezzi delle case alle stelle e la crisi economica, la colonia si è allargata. «Ora almeno ottanta ospiti appartengono alla categoria (dei padri separati, nda)», racconta padre Clemente Moriggi, il francescano che gestisce il centro. Clochard (barboni, nda) temporanei. Mantengono (ex) moglie e figli, senza più soldi in tasca né tetto sotto cui dormire. «Il pericolo è proprio questo — continua padre Clemente —: che da temporanei diventino clochard fissi. Perché un padre separato, in difficoltà prima affettiva e poi pure economica, corre il rischio più grande: perdere fiducia nella vita».
Ma si fa ancora troppo poco. Deve intervenire tutta la società italiana.
Vedere ciò che questo blog proponeva da tempo.

Civiltà? No allo sfruttamento e al maltrattamento degli immigrati

Il mondo sta venendo meno ai principi della civiltà. Il diritto naturale vuole che la Terra sia di tutti i suoi abitanti. Civiltà vuol dire soddisfare i bisogni materiali e spirituali della gente, nella libertà. Il progresso tecnologico ha dato all'uomo i mezzi per procurarsi il da vivere con l'opera della sua mente e delle sue braccia. Ma oggi il mondo non dà a tanti uomini la possibilità di lavorare e di vivere, liberi. Il mondo oggi vive per il soddisfacimento del bisogno di ricchezza e di sicurezza di pochi e il suo progresso è il progresso di pochi. Questo vuol dire che i principi spirituali alla base della odierna società sono fondati sulla disuguaglianza e sull'indifferenza dell'uomo nei confronti degli altri uomini.
E non dimentichiamoci che gli immigrati non sono i soli ad essere sfruttati. Gli sfruttati sono anche i salariati italiani e di tutto il mondo. I papa dice che gli immigrati sono sfruttati, ma non dice una parola sugli sfruttati di tutta l'Italia e di tutto il mondo.
La chiesa e tanti uomini di potere dicono che alla base dell'odierna società ci deve essere la famiglia. La famiglia vive per il benessere dei suoi membri, ma cosa fa quando altre famiglie vivono nella povertà e nella schiavitù dello sfruttamento? Cosa fa la famiglia quando tanti uomini non possono nemmeno lavorare perchè il lavoro non c'è?
Quegli emigranti che affrontano il mare fra infiniti stenti e sofferenze non hanno una famiglia anche loro?
I dominatori di oggi in Italia dicono poi di voler difendere la vita con tutti i mezzi; ma gli immigrati che essi respingono dove andranno? Sono fuggiti dalla fame e dalle persecuzioni e non avevano altra scelta. Probabilmente andranno a morire di fame o di stenti in una terra che ingiustamente non appartiene anche a loro. E noi italiani ci chiudiamo nell'egoismo della famiglia?
Il mondo intero va rifatto da capo a piedi. Si tratta di difendere l'umanità intera, non solo la famiglia. Un giorno una sventura potrebbe capitare a noi benestanti, alla nostra famiglia. Se la nostra è una società chiusa agli altri chiuderà le porte in faccia anche alla nostra famiglia. Si ha l'assurdo, nel nostro mondo "civile", di una famiglia contro le altre famiglie.
Non perdiamoci d'animo. Uniamoci per cambiare questa orrenda e crudele società.

Polonia. Diventano stalinisti per lavorare. Perchè persecuzioni?

Leggiamo sul Corriere.it che in Polonia agli "ex comunisti" sono state tagliate le pensioni del 50%. E' naturale che il lavoratore dipendente debba eseguire gli ordini del padrone. Russia, Stati Uniti e Inghilterra si erano divisi il mondo in zone di influenza. Stalin impose i regimi comunisti nei paesi dell'Est. E gli Usa penetrarono commercialmente e politicamente nei paesi occidentali. Il dipendente individuale per lavorare o per stare meglio, se non è organizzato politicamente e sindacalmente, deve sempre assoggettarsi alle idee e alla volontà dei padroni, che nel caso della Polonia erano gli stalinisti. Quale crimine hanno commesso questi cittadini? Perchè la Polonia ha dimezzato le pensioni dei lavoratori?
Questo va contro i diritti umani. Perchè nessuno si è levato a denunciare questa distorsione del governo polacco? Il papa, l'Europa, i giornali? (il Corriere.it ha dato solo la notizia, senza nessun commento). Nessuna reazione per ora in difesa di lavoratori polacchi.
Se non difendiamo i diritti umani nel caso che vengano violati per gli altri, vuol dire che non siamo capaci di difendere neanche i nostri.
Opponiamoci ad ogni governo di questo genere!

Si al nucleare: si alla vita, ma soprattutto alla sua qualità

Bisogna difendere la vita ma anche la qualità della vita. I dominatori della nostra società diffondono idee che insistono più sulla difesa della vita perchè in sostanza a loro interessa di più che i subalterni siano vivi per lavorare. Invece agli stessi dominatori interessa meno in quali condizioni viva la gente. I dominatori hanno i modi per imporre le loro idee. E così naturalmente queste idee sono le più diffuse.
I vantaggi economici del nucleare e quelli ambientali sono notevoli per i lavoratori. Basti pensare a quanto un italiano spenderebbe in meno con la bolletta elettrica. Inoltre le merci costerebbero meno per la minore incidenza del costo dell'energia sull'unità di prodotto. Il nucleare costa mediamente (incluso anche i costi di smantellamento) da 2 a 3 eurocent al KWh, contro i 3-4 del gas e del carbone e i 9-10 del petrolio (di cui, manco a dirlo, l'Italia fa gran uso).
Fra le fonti energetiche utilizzabili in larga scala il nucleare è per l'Italia la fonte economicamente più vantaggiosa anche perchè la ripresa del nucleare porterebbe i seguenti grossi vantaggi:

  1. riduzione dell' importazione di petrolio e gas naturale

  2. riduzione (fino al 50% per i soli impieghi elettrici) della fattura energetica pagata all'estero (il costo del combustibile nucleare è il 15% del costo del KWh, contro l'80% dell'olio combustibile e del gas)


Inoltre l'aria sarebbe più pulita perchè le centrali nucleari emettono solo vapore acqueo.
Le tecnologie a loro volta possono avere un rischio basso ma mai uguale a zero. La sicurezza è sempre un concetto relativo. In ogni specifica situazione, essa è correlata al livello di tolleranza del rischio che viene accettato in confronto con i benefici che derivano dalla attività stessa. Non esiste un'attività umana assolutamente esente da rischi. La penicillina ha salvato, e salva tuttora, milioni di vite da gravi infezioni, e la consideriamo per questo un farmaco essenziale anche se ogni anno uccide (solo in Italia) alcune decine di persone per shock anafilattico. Ma accettiamo anche la motorizzazione che provoca migliaia di lutti ogni anno, inquina l'aria delle città e ne danneggia il patrimonio architettonico: evidentemente, nella percezione comune i vantaggi dell'uso dell'auto superano abbondantemente i suoi rischi. Allora, il rischio zero non esiste in alcuna attività umana. Non esiste neanche in agricoltura, come sopra accennato. Non esiste tra i prodotti nazionali di qualità (Miele e altri, 2001) e non esiste neanche nell'agricoltura biologica, oggi proposta come alternativa "naturale" alla agricoltura OGM. E' dimostrato, ad esempio che le aflatossine si accumulano preferenzialmente nelle piante non resistenti ai funghi o non trattati con fungicidi. Sono istruttivi a tale riguardo gli studi sulle fumosine, una classe di micotossine che, contaminando le piante e i semi di mais, risulta neurotossica e carcinogena negli animali e, probabilmente, nell'uomo (le analisi conclusive sono attualmente in corso: WHO, 2000). Le centrali nucleari, specialmente quelle di ultima generazione, presentano un rischio quasi uguale a zero.
I mass media, però, cavalcando l'onda del coinvolgimento emotivo che le tematiche nucleari inevitabilmente comportano, tendono spesso ad amplificare e distorcere le problematiche connesse all'utilizzo di tale tecnologia. Per esempio, alcuni aspetti quali la sicurezza, lo smaltimento delle scorie, l'impatto ambientale, vengono sovente dipinti come problemi insolubili, trascurando del tutto il fatto che esistano già pertinenti soluzioni tecniche attuabili (vedere, per es, qui: http://galileo2007.netsons.org/forumscienza/viewtopic.php?f=6&t=16
Nelle centrali equipaggiate con reattori ad acqua bollente (meno di 1/5 del totale delle centrali nucleari), è sì presente una piccolissima radioattività legata ai gas nobili, ma le sue emissioni risultano essere molto minori rispetto a quelle rilasciate dai comuni ospedali.

Il Trattato di Lisbona e l'illusione della democrazia

Leggiamo che per alcuni il Trattato di Lisbona toglie democrazia ai popoli. Infatti, ad es, sul sito di controinformazione http://www.disinformazione.it viene denunciata l'anti democraticità di quel Trattato:

I potenti, sicuri della loro totale impunità, proseguono nel grande inganno e, visto che nel 2005 la Costituzione Europea (che presentava palesi violazioni con le maggiori costituzioni europee e pareva scritta per favorire le grandi lobby affaristiche in danno dei cittadini) era stata bocciata da francesi ed olandesi al referendum, decidono che, per far passare il testo, si deve agire in due modi:

evitare di far votare la popolazione;
rendere il testo illeggibile.

Il loro progetto prevede di lasciare la Costituzione Europea immutata e, per evitare il referendum, di chiamarla Trattato. Poi, per non far capire al cittadino che nulla è cambiato, rendono il testo illeggibile inserendo migliaia di rinvii ad altre leggi e note a piè pagina, come hanno confessato:
l’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”;
il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”;
il nostro Giuliano Amato: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile... Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum”.

Nel 2007 tutto è pronto e il 13 dicembre i capi di governo si riuniscono a Lisbona per firmare il Trattato, ovvero la Costituzione Europea bocciata nel 2005 e resa illeggibile. Ora manca solo la ratifica dei vari Stati.
Il parlamento italiano ratifica il trattato di Lisbona l’8 agosto del 2008, approfittando della distrazione dei cittadini dovuta al periodo feriale. Nessuno spiega ai cittadini cosa comporti la ratifica del Trattato, ed i media, ancora una volta, tacciono.
In realtà con quella ratifica abbiamo ceduto la nostra sovranità in materia legislativa, economica, monetaria, salute e difesa ad organi ( Commissione e Consiglio dei Ministri) che non verranno eletti dai cittadini. Il solo organo eletto dai cittadini, il Parlamento Europeo, non avrà, nei fatti, alcun potere.
Ancora una volta i nostri politici, abusando del loro potere pubblico, hanno violato l’articolo 1 e 11 della nostra Costituzione.
L’articolo 1 perchè, come detto, lo Stato ha la delega ad esercitare la funzione sovrana in nome e per conto dei cittadini, non a cederla. E’ come se una persona avesse il compito di amministrare un immobile e lo vendesse all’insaputa del proprietario, abusando del potere che gli è stato conferito.

Inoltre ha violato l’articolo 11 perché, come abbiano visto: “L’Italia… consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità”.

Lo Stato, invece, ancora una volta ha ceduto la sovranità e l’ha ceduta non in condizioni di parità. Infatti l’Inghilterra, che già non ha aderito all’euro, in sede di negoziato ha ottenuto diverse e importanti esenzioni per aderire al Trattato di Lisbona, eppure pare che il primo presidente europeo sarà proprio l’ex primo ministro inglese Tony Blair. La nomina a presidente europeo di Blair deve far riflettere, sopratutto in ordine alla cosiddetta Clausola di Solidarietà presente nel Trattato di Lisbona. Detta Clausola prevede che ogni nazione europea sia tenuta a partecipare ad azioni militari quando si tratti di lottare contro “azioni terroristiche” in qualunque altra nazione. Il problema e che nessuno ha definito cosa si intenda per “azioni terroristiche”. Chi deciderà chi è un terrorista e perchè? Persone come Tony Blair, in passato coinvolto nello scandalo sulle inesistenti armi di distruzione di massa in mano a Saddam con cui è stata giustificata la guerra all’Iraq? A quante guerre ci sarà chiesto di partecipare solo perché qualche politico non democraticamente eletto avrà deciso di usare la parola “terrorista” o “azione terroristica”?

Si consideri che già, oggi, basta definire un cittadino “presunto terrorista” per poterlo privare dei diritti umani e permettere che i servizi segreti possano sequestrarlo a fini di tortura, attività criminale che potrà poi essere coperta con il segreto di Stato, come ha recentemente confermato con la sentenza 106/2009 anche la nostra Corte Costituzionale.

Ma il dato più allarmante è che con il Trattato di Lisbona viene reintrodotta la pena di morte. Ovviamente tale dicitura non è chiaramente presente nel testo, ma in una noticina a piè pagina (si continua nell’inganno).
Leggendo attentamente questa noticina, e seguendo tutti i rimandi, si arriva alla conclusione che con il Trattato di Lisbona accettiamo anche la Carta dell’Unione Europea, la quale dice “La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: Per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta; per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione” (articolo 2, paragrafo 2 della CEDU).
La cosa è di estrema gravità. Infatti, anche in questo caso, chi deciderà che una protesta è sfociata in disordini tali da rendere lecito un omicidio? (l’Italia, poi, ha un triste primato in fatto di “agenti provocatori” pagati per trasformare una manifestazione in guerriglia). In quali casi si potrà sparare sulla folla disarmata? Chi deciderà quando potranno essere sospesi i diritti umani? Perché di questo si tratta.

Ecco la storia di un grande inganno, un inganno che inizia

- con il cedere illecitamente, proteggendosi con il segreto, la funzione sovrana dell’esercizio della politica monetaria a privati:
- nello sfuggire alle responsabilità del proprio operato depenalizzando le figure di attentato alla Costituzione;
- nell’approfittare delle ferie estive per ratificare un Trattato con cui vengono cedute le nostre restanti sovranità (legislativa, economica, monetaria, salute, difesa, ecc.) ad una oligarchia non eletta e che nessuno conosce;
- ed, in ultimo, nel dare il potere a qualche politico di poter privare i cittadini dei loro diritti umani semplicemente con una parola.

Così, quando i cittadini si renderanno conto che hanno perso tutto, che la loro vita viene decisa da una oligarchia di potenti non eletti democraticamente, quando si renderanno conto del grande inganno in cui sono caduti non sarà loro concesso neanche reagire o protestare, perchè basterà una sola parola per trasformare la reazione in “azione terroristica” o la protesta in “insurrezione”, legittimando così la sospensione dei diritti umani e l’applicazione della pena di morte. Il tutto, poi, verrà coperto con il segreto di Stato.

Se quello che dice disinformazione.it è corretto, allora abbiamo una ulteriore riprova che in regime capitalistico la democrazia non esiste: nella produzione sociale gli uomini vengono a trovarsi in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, cioè in rapporti di produzione corrispondenti ad un determinato livello di sviluppo delle loro forze produttive materiali. Il complesso di tali rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, la base reale su cui si eleva una sovrastruttura giuridica e politica a cui corrispondono determinate forme di coscienza sociale. Il modo di produzione è ciò che condiziona il processo sociale, politico e spirituale. E per processo spirituale intendo la formazione delle coscienze attraverso la religione, i giornali, i libri, la televisione, ecc... Insomma non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma, al contrario, è il loro grado sociale che determina la loro coscienza. E' evidente che in queste condizioni non ci può essere potere del popolo, cioè democrazia E' indispensabile perciò che tutti uniscano le loro energie e i loro cervelli per trovare la via per eliminare le classi e per attuare la messa in comune dei mezzi di produzione. In mancanza di ciò il parlamento diventa per i sottomessi un luogo di inutili e interminabili discussioni e le elezioni sono un semplice sondaggio degli umori e delle aspirazioni degli strati profondi, entro i margini ammessi dall'ideologia e dagli interessi unitari della classe dominante.
post successivi

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